Il titolo si ispira, con uno sforzo mentale quasi onirico, al film di Danny Boyle, tratto dall'opera omonima di Irvine Welsh.
Le acque di questo canale, continuamente indotte alla contaminazione, si lasciano scorrere, come fossero drogate, ai margini della vita.
Sembra tutto così definitivo, tutto così irreversibile, fino a quando una luce propizia non ci regala una vitrea voglia di rinascita.
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